Morsicature di animali (profilassi antirabbica - protocollo operativo)

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PROTOCOLlO OPERATIVO TRA IL DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE COLLETTIVA SALUTE UMANA E IL DIPARTIMENTO PREVENZIONE SANITA' E BENESSERE ANIMALE IN MERITO ALLA PROFILASSI ANTIRABBICA POST ESPOSIZIONE

La rabbia urbana è ormai assente da decenni dal territorio del nostro Paese e che soltanto le regioni dell'arco alpino sono state e sono periodicamente interessate dalla reintroduzione della rabbia silvestre, il cui mantenimento in Europa è dovuto alla persistenza dell'infezione rabida nelle volpi.

Le persone morsicate da animali rabiti o sospetti tali o che siano state esposte o rischio di infezione, dovrebbero, se l'animale morsicatore non può essere sottoposto ad osservazione, iniziare il trattamento antirabbico post-esposizione entro 24 ore (art.86 del Regolamento di Polizia Veterinaria - DPR 320/54 , Circolare Regionale prot .58148-15-I/4 del 12 ottobre 1993).

Le modalità per l'attivazione dei flussi informativi e degli interventi di competenza dei medici e dei veterinari devono essere così articolate:

  • Il medico del Pronto Soccorso o altro, che sottopone a visita una persona con soluzione di continuo della cute (morsicatura, graffi o altro) o per contatto delle mucose integre provocata da animale recettivo al virus della rabbia dovrà darne tempestiva comunicazione alle Unità Operative di Igiene, a mezzo fax al seguente numero:
    - U.O.C. Igiene Potenza 0971/425222, compilando l'allegato l (vedi allegato), con !'indicazione di tutti i dati utili all'identificazione dell'animale morsicatore nonché del proprietario, qualora disponibili.
    - La comunicazione dovrà essere effettuata anche se l'animale risultasse randagio o comunque non reperibile.
  • Il medico di Igiene preso atto delle indicazioni fornite dal Medico del Pronto Soccorso circa la natura, l'estensione e la localizzazione dell'esposizione al virus, deciderà di iniziare il trattamento anti rabbico post-esposizione dopo aver valutato anche la disponibilità di porre in osservazione l'animale, l'epizoologia locale della rabbia, la determinazione della specie di appartenenza dell'animale, le circostanze nelle quali è avvenuta lo possibile esposizione e nel contempo trasmetterà l'allegato 2 al Servizio Veterinario area C territorialmente competente.

Di norma lo vaccinazione deve essere iniziata qualora l'animale non sia disponibile, mentre può essere evitata qualora l'animale possa essere sottoposto a controllo, a meno ch e durante tale periodo non manifesti sintomi riferibili alla rabbia.

L'interessato potrà rifiutare la vaccinazione antirabbica previo dissenso informato. Anche lo stato immunitario nei confronti del tetano dovrà in questa fase essere valutato e qualora opportuno dovrà essere effettuato il vaccino.

Ulteriori comunicazioni dovranno essere inviate al Sindaco del comune di riferimento allegato 3, e al Pronto Soccorso allegato 4 (vedi in allegati)

II veterinario disponendo dei dati identificativi provvederà a sottoporre a controllo l'animale all'inizio e a lla fine del periodo di osservazione, dando comunicazione delle risultanze delle visite effettuate o di eventuali esami di laboratorio al Medico di Igiene sulla base delle quali potrà adeguare la strategia di profilassi laddove necessarie.


Il Direttore del Dipartimento
Prevenzione Collettiva Salute Umana
Dr . Francesco Saverio NEGRONE

Il Direttore del Dipartimento Prevenzione
Sanità e Benessere Animale
Dr . Vito BOCHICCHIO


 

AllegatoDimensione
Protocollo operativo profilassi anti-rabbica - modulistica ad uso delle varie strutture ASP [in formato pdf]825.84 KB